I testi del fragilismo



PENSIERI!!!! sotirios p.


Dall inizio dell XX secolo, la creazione artistica si colloca sotto il segno del “Bello”.Unico scopo degli artisti: celebrare la belezza, rivelarla, crearla.
Gia’ verso la fine del XIX secolo e nel corso del XX piu’ fattori sono stati responsabili del mutamento di questo fatto, fattori come la bruttezza delle grandi citta’ come risultato di una discriminata industrializzazione, la coscienza (…) di una modernita’fondata sull’idea della “morte di Dio”, il crollo dei valori umanitari – risultato delle tragedie a livello planetario, ecc.
Tutti questi elementi hanno sconvolto la concezione tradizionale dell’ arte, che non si limita piu’ all’esaltazione di un bello come tale. In virtu’ ad una specie di espressionismo generalizzato, la creazione artistica, intenda aver a che fare con tutta la realta’ degli esseri umani e con l’immaginario umano.
Non avendo piu’ di mira solo il Bello (se non dal punto di vista stilistico), non esita a ricorrere alle rotture e alle deformazioni piu’ estreme.
UNA CREAZIONE ARTISTICA DEGNA DI QUESTO NOME, CHE INTENDE INDAGARE TUTTO IL REALE, DEVE PERSEGUIRE ENTRAMBE QUESTE FINALITA’: DAR VOCE  INDUBBIAMENTE  LA PARTE VIOLENTA, SOFFERENTE DELLA VITA, COSI COME TUTTE LE FORME DERIVANTI CHE QUESTA VITA GENERA, MA
ANCHE CONTINUARE A RIVELARE LA COMPONENTE DI BELLEZZA POTENZIALE CHE L’UNIVERSO VIVENTE RACCHIUDE IN SE.
OGNI ARTISTA, COME DANTE, DEVE ESPLORARE ALLO STESSO TEMPO L’INFERNO ED IL PARADISO.
L’ARTE AUTENTICA, E’ PER SE’ UNA CONQUISTA DELLO SPIRITO. ESSA ELEVA L’UOMO ALLA DIGNITA’ DEL CREATORE STESSO. ESSA , ATTRAVERSO LE SUE FORME RINNOVATE, TENDE VERSO LA VITA APERTA, ABBATTENDO GLI STECCATI DELL’ABITUDINE E SCHIUDENDO UN MONDO NUOVO DI VIVERE , SENTIRE, RELAZIONARE, CONCEPIRE, DIALOGARE, ….RESPIRARE E GUSTARE.



La Femmina Sacra, Prostituta e Santa
Una delle più strane belle e meravigliose  poesia mai scritte
Questa poesia misteriosa fu scoperta fra i manoscritti gnostici di Nag Hammadi ed è narrata da un divino rivelatore di natura femminile.

Il Tuono, Mente Perfetta

Io fui mandata dal Potere,
ed io sono venuta presso coloro che riflettono su di me,
ed io sono stata trovata tra quelli che mi cercano.

Cercatemi, voi che meditate su di me,  e voi uditori, ascoltatemi!
Voi che mi state aspettando,  portatemi a voi.
E non allontanatemi dalla vostra vista.
E non fate in modo che la vostra voce mi possa odiare,
e neppure il vostro ascolto.
Non ignoratemi, ovunque ed in ogni tempo.
State in guardia!
Non ignoratemi.

Perché Io sono la prima e l’ultima.
Io sono l’onorata e la disprezzata.
Io sono la prostituta e la santa.
Io sono la sposa e la vergine.
Io sono la [madre] e la figlia.
Io sono le membra di mia madre.
Io sono la sterile
E molti sono i miei figli.

Io sono colei il cui matrimonio è grande, eppure io non ho marito.
Io sono la levatrice e colei che non partorisce.
Io sono il conforto dei miei dolori del parto.

Io sono la sposa e lo sposo, ed è mio marito che mi generò.
Io sono la madre di mio padre e la sorella di mio marito.
Ed egli è la mia progenie.
Io sono la schiava di lui, il quale mi istruì.
Io sono il sovrano della mia progenie.
Ma egli è colui il quale mi generò prima del tempo,  nel giorno della nascita.
Ed egli è la mia progenie, a suo tempo,
ed il mio potere proviene da lui.

Io sono l’appoggio del suo potere nella sua giovinezza,
ed egli il sostegno della mia vecchiaia.
E qualsiasi cosa egli voglia, mi succede.

Io sono il silenzio che è incomprensibile,
e l’idea il cui ricordo è costante.
Io sono la voce il cui suono è multiforme
e la parola la cui apparizione è molteplice.
Io sono la pronuncia del mio nome.

Perché, voi che mi odiate, mi amate,
ed odiate quelli che mi amano?
Voi che mi rinnegate, mi riconoscete,
e voi che mi riconoscete, mi rifiutate.
Voi che dite la verità su di me, mentite su di me,
e voi che avete mentito su di me, dite la verità.
Voi che mi conoscete, ignoratemi,
e quelli che non mi hanno conosciuta,
lasciate che mi conoscano.

Perché Io sono il sapere e l’ignoranza.
Io sono la vergogna e l’impudenza.
Io sono la svergognata; Io sono colei che si vergogna.
Io sono la forza e la paura.
Io sono la guerra e la pace.
Prestatemi attenzione.
Io sono la disonorata e la grande.

Prestate attenzione alla mia povertà e alla mia ricchezza.
Non siate arroganti con me quando io sono gettata fuori sulla terra,
e voi mi troverete in quelli che stanno per giungere.
E non cercatemi nel mucchio di letame
Non andate lasciandomi esiliata fuori,
e voi mi troverete nei regni.

E non cercatemi quando sono gettata fuori 
tra coloro che sono disgraziati
e nei luoghi più miseri,
Non ridete di me.
E non lasciatemi fuori tra quelli che sono uccisi nella violenza.
Ma io sono compassionevole ed io sono crudele.

State in guardia!
Non odiate la mia obbedienza
E non amate il mio auto controllo.
Nella mia debolezza,  non abbandonatemi,
e non siate spaventati del mio potere.

Perché voi disprezzate la mia paura e maledite la mia gloria?
Ma io sono colei che esiste in tutti i timori e la forza nel tremare.
Io sono quella che è debole,
ed io sto bene in un luogo piacevole.
Io sono la dissennata ed io sono la saggia.

Perché mi avete odiata nelle vostre assemblee?
Perché io dovrò essere silenziosa tra quelli che sono silenziosi,
ed io dovrò apparire e parlare?
Perché quindi mi avete odiata, voi Greci?
Perché Io sono una barbara tra i barbari?

Perché Io sono la saggezza dei Greci ed il sapere dei Barbari.
Io sono il giudizio dei Greci e dei barbari.
Io sono quella la cui immagine è grande in Egitto
e quella che non ha immagine tra i barbari.

Io sono quella che è stata odiata ovunque e quella che è stata amata in ogni luogo.
Io sono quella che essi chiamano Vita, e che voi avete chiamato Morte.
Io sono quella che essi chiamano Legge, e voi avete chiamato Illegalità.
Io sono quella che voi avete inseguito, ed io sono colei che avete afferrato.
Io sono quella che avete dispersa, eppure mi avete raccolta insieme.
Io sono quella di cui prima vi siete vergognati, e voi siete stati svergognati verso di me.
Io sono colei che non riceve festeggiamenti, ed io sono quella le cui celebrazioni sono molte.

Io, io sono senza Dio, ed io sono quella il cui Dio è grande.
Io sono quella sui cui avete meditato, eppure voi mi avete disprezzata.
Io sono incolta, ed essi imparano da me.
Io sono quella che voi avete disprezzata, eppure riflettete su di me.
Io sono quella dalla quale vi siete nascosti, eppure voi apparite a me.
Ma se mai vi nascondeste, io stessa apparirò.
Perché se mai voi appariste, io stessa mi nasconderò da voi.

Quelli che hanno(…) ad esso (…) insensibilmente.
Prendetemi ( …conoscenza ) dal dolore
Ed accoglietemi

Da ciò che è conoscenza e dolore.
Ed accoglietemi dai luoghi che sono brutti e in rovina,
e sottratti da quelli che sono buoni
anche se in bruttezza.

Fuori dalla vergogna, portatemi a voi sfacciatamente,
e fuori dalla sfrontatezza e dalla vergogna,
riprendete le mie membra in voi.

E venite a promuovermi, voi che mi conoscete
E voi che conoscete le mie membra,
e stabilite la Grande tra le prime piccole creature.

Venite ad appoggiarmi presso l’infanzia,
e non disprezzatela perché è piccola e piccina.
E non distaccate le grandezze in diverse parti dalle piccolezze,
perché le piccolezze sono conosciute dalle grandezze.

Perché mi maledite e mi venerate?
Voi avete recato offesa e voi avete avuto misericordia.
Non separatemi dai primi che avete conosciuto.
E non allontanate, né scacciate alcuno

[...] scacciare voi e [...conoscer] io per niente.
[...].
Ciò che è mio [...].

Conosco quelli che vennero per primi e quelli dopo di loro conoscono me.

Ma io sono la Mente [Perfetta] ed il riposo di [...].
Io sono la conoscenza della mia domanda,
e la scoperta di quelli che aspirano a me,
e il comando di quelli che di me domandano,
e il potere dei poteri nella mia scienza
degli angeli, che sono stati mandati al mio ordine,
e degli dei nelle loro ere dal mio consiglio,
e degli spiriti di ogni uomo che esiste con me,
e delle donne che dimorano dentro di me.

Io sono quella che è venerata, e che è pregata,
e che è disprezzata sdegnosamente.

Io sono la pace, e la guerra è venuta per causa mia.
E io sono uno straniero e un compatriota.
Io sono la sostanza e quello che non ha sostanza.

Quelli che sono senza unione con me sono ignari di me,
e quelli che sono nella mia sostanza sono quelli che conoscono me.
Quelli che sono vicini a me sono stati ignari di me,
e quelli che sono distanti da me sono quelli che mi hanno conosciuto.
Nel giorno in cui io sono vicino a te, tu sei distante da me,
e nel giorno in cui Io sono distante da te, io sono vicino a te.

[Io sono ...] dentro.
[Io sono ...] delle nature.
Io sono [...] della creazione degli spiriti.
[...] preghiera delle anime.

Io sono il controllo e l’incontrollabile.
Io sono l’unione e la dissoluzione.
Io sono ciò che è perenne ed Io sono la dissoluzione della materia.
Io sono quella sotto, ed essi vengono sopra di me.
Io sono il giudizio e l’assoluzione.
Io, Io sono senza peccato, e la radice del peccato deriva da me.
Io bramo avidamente l’apparenza esteriore,
e il proprio controllo interiore esiste dentro di me.

Io sono l’ascolto accessibile a tutti
E il discorso che non può essere capito.
Io sono un muto che proprio non parla,
e grande è la moltitudine delle mie parole.

Ascoltatemi in grazia, e imparate di me con approssimazione.
Io sono colei che urla,
e io sono rigettata sopra la faccia della terra.
Io preparo il pane e la mia mente dentro.
Io sono la conoscenza del mio nome.
Io sono quella che grida, ed io ascolto.

Io appaio e [... ] cammino in [... ] sigillo del mio [... ].
Io sono [... ] la difesa [... ].
Io sono quella che è chiamata Verità
e ingiustizia [... ].

Voi mi onorate [... ] e voi mormorate contro di me.

Voi che siete conquistati, giudicate loro (chi conquista voi)
prima che essi esprimano sentenza contro di voi,
perché il giudizio e la parzialità risiedono in voi.
Se voi siete condannati da questo, chi vi affrancherà?
Oppure, se voi sarete liberati da questo, chi sarà in grado di tenervi in custodia?

Perché ciò che è dentro di voi è quello che a voi è fuori,
e quello che vi avvolge all’esterno
è quello che dà la forma all’interno di voi.
E quello che voi vedete fuori di voi,
voi lo vedete dentro di voi;
esso è evidente ed è il vostro vestito.

Ascoltatemi, voi che mi udite,
e imparate le mie parole, voi che mi conoscete.

Io sono la conoscenza che è accessibile a chiunque:
Io sono il discorso che non può essere compreso.
Io sono il nome del suono
e il suono del nome.
Io sono il segno della lettera
e la destinazione della separazione
Ed io [...].

(3 linee mancanti)

[...] luce [...].
[...] ascoltatori [...] a voi
[...] il grande potere.
E [...] non rimuoverà il nome.
[...] all’entità che mi ha creato.
E io dirò il suo nome.

Fate attenzione allora alle sue parole
e a tutte le scritture che sono state composte.

Prestate attenzione allora, voi che ascoltate
ed anche voi, gli angeli e quelli che sono stati inviati,
e voi spiriti che vi siete levati dai morti.

Perché Io sono quella che da sola esiste,
ed non ho alcuno che mi giudicherà.

Perché sono molti i gradevoli aspetti che esistono in numerosi peccati
e smoderatezze
e passioni scandalose
e piaceri momentanei
che (gli uomini) assaporano finché non diventano equilibrati
e salgono al loro luogo di riposo.

E loro mi troveranno lì
ed essi vivranno
ed essi non moriranno di nuovo.

Isis



Soren Kierkegaard, extracts from Enten- Eller, Either-Or, Questo-Quello



Ultimatium
  • Do not interrupt the flight of your soul; do not distress what is best in you; do not enfeeble your spirit with half wishes and half thoughts. Ask yourself and keep on asking until you find the answer, for one may have known something many times, acknowledged it; one may have willed something many times, attempted it — and yet, only the deep inner motion, only the heart's indescribable emotion, only that will convince you that what you have acknowledged belongs to you, that no power can take it from you — for only the truth that builds up is truth for you. p. 254
  • Father in heaven! Teach us to pray rightly so that our hearts may open up to you in prayer and supplication and hide no furtive desire that we know is not acceptable to you, nor any secret fear that you will deny us anything that will truly be for our good, so that the labouring thoughts, the restless mind, the fearful heart may find rest in and through that alone in which and through which it can be found-by always joyfully thanking you as we gladly confess that in relation to you we are always in the wrong. Amen. P. 341
  • Only man is wrong; to him alone is reserved what is denied to everything else-to be in the wrong in relation to God. EO II p. 344
  • A human being is a frail creature, it says; it would be unreasonable of God to require the impossible of him. One does what one can, and if one is ever somewhat negligent, God will never forget that we are weak and imperfect creatures. Shall I admire more the sublime concepts of the nature of the Godhead than this ingenuity makes manifest or the profound insight into the human heart, the probing consciousness that scrutinizes itself and now comes to the easy cozy conclusion: One does what one can? Was it such an easy matter for you, my listener, to determine how much that is: what one can? Were you never in such danger that you almost desperately exerted yourself and yet so infinitely wished to be able to do more, and perhaps someone else looked at you with a skeptical and imploring look, whether it was not possible that you could do more? Or were you never anxious about yourself, so anxious that it seemed to you as if there were no sin so black, so selfishness so loathsome, that it could not infiltrate you and like a foreign power gain control of you? Did you not sense this anxiety? For if you did no sense it, then do not open your mouth to answer, for then you cannot reply to what is being asked; but if you did sense it, then, my listener, I ask you: Did you find rest in those words, "One does what one can"? EO II 344-345
  • If a person is sometimes in the right, sometimes in the wrong, to some degree in the right, to some degree in the wrong, who, then, is the one who makes that decision except the person himself, but in the decision may he not again be to some degree to the right and to some degree in the wrong? Or is he a different person when he judges his act then when he acts? Is doubt to rule, then, continually to discover new difficulties, and is care to accompany the anguished soul and drum past experiences into it? Or would we prefer continually to be in the right in the way irrational creatures are? Then we have only the choice between being nothing in relation to God or having to begin all over again every moment in eternal torment, yet without being able to begin, for if we are able to decide definitely with regard to the previous moment, and so further and further back. Doubt is again set in motion, care again aroused; let us try to calm it by deliberating on: The Upbuilding That Lies In The Thought That In Relation To God We Are Always In The Wrong. E/O II 346
  • wishing to be in the wrong is an expression of an infinite relationship, and wanting to be in the right, or finding it painful to be in the wrong, is an expression of a finite relationship! Hence, it is upbuilding always to be in the wrong-because only the infinite builds up; the finite does not! EO II. P. 348
  • The movement of doubt consisted precisely in this: that at one moment he was supposed to be in the right, the next moment in the wrong, to a degree in the right, to a degree in the wrong, and this was supposed to mark his relationship with God; but such a relationship with God is not relationship, and this was the sustenance of doubt. In his relationship with another person, it certainly was possible that he could be partly in the wrong, partly in the right, to a degree in the wrong, to a degree in the right, because he himself and every human being is finite, and their relationship is a finite relationship that consists in a more or less. Therefore as long as doubt would make the infinite relationship finite, and as long as wisdom would full up the infinite relationship with the finite-just so long he would remain in doubt. Thus every time doubt wants to trouble him about the particular, tell him that he is suffering too much or is being tested beyond his powers, he forget the finite in the infinite, that he is always in the wrong. Every time the cares of doubt want to make him sad, he lifts himself above the finite into the infinite, because this thought, that he is always in the wrong, is the wings upon which he soars over the finite. This is the longing with which he seeks God; this is the love which he finds God. pg. 352-353 (Wikiquote source)

A Young Pulsar Shows its Hand


Thoughts/Pensieri on Fragility by Gino Finizio



Quando il cervello non mi funziona più metto in testa un cappello
colorato,un calzone stretto che fa contrasto e me ne vado a Capri
per prendere fiato. Così fa tutta la gente e l'isola si riempie di mille colori.
Scende la sera,tutto svanisce,torno a casa e passo il resto della nottata
a picchiare la fronte contro il muro, senza colpire troppo forte per poter
dormire nel mondo dell'eternità.
By Gino Finizio
Image By Lisanne de Jong

1 commento:

  1. “ l’Uomo è come una canna mossa dal vento “...Il vento rappresenta la forza della natura regolata da leggi a volte ostili ed impreviste che non abbiamo ancora saputo dominare malgrado tutte le nostre conoscenze. Essa è una madre, una madre che talvolta punisce i suoi figli. La canna di bambù è la metafora dell’uomo che grida la sua voglia di vivere contesa tra un atto di forza e la consapevolezza della fine. Tra questi due poli si dipana la nostra vita : cerchiamo mezzi di sostentamento in una realtà che muta vorticosamente e siamo portati a non ammettere se non dopo una sconfitta, la nostra miseria, la nostra fragilità. Contrariamente, chi vive un disagio sà perfettamente cosa sia la fragilità. La sperimenta giorno per giorno,e ne fà un suo punto di forza: la forza della fragilità. Ipotesi questa, ampiamente illustrata ne “ l’Uomo di vetro “ di Vittorino Andreoli. Chi vive un disagio è consapevole del suo handicap e fortifica la sua anima. Si sente preparato a qualsiasi evenienza, sa adattarsi. E’ una persona fatta di Spirito come l’artista che è fragile, non si lascia attrarre dal superfluo, si confronta con la Sintesi. Sentirsi fragili significa bilanciare continuamente un equilibrio precario per affrontare la trama variegata della vita, è un sentire, è un sentimento che possiede solo l’uomo, uno scambio continuo d’amore. Solo chi possiede il caos può partorire una stella danzante, e solo attraverso un costante esercizio volto alla conoscenza di noi stessi e di conseguenza al rispetto dell’altro, riusciamo a recuperare un umanità perduta, probabilmente, dall’irrompere delle macchine e da un progresso che ci vuole tutti uguali. Ciò che voglio dire è che anche dietro una macchina c’è l’uomo, un uomo che commette errori, ma sembra non voglia ammetterli perchè vince. E’ vincente lo stereotipo dell’uomo forte e pieno di muscoli, dell’uomo che non deve chiedere mai. Il pianto appartiene all’infanzia, è un atto del passato. Concludendo, il fondamento del fragilismo, secondo me, lo possiamo ritrovare nel pensiero debole di Giovanni Vattimo che non vuole essere un pensiero strettamente filosofico, bensì un modo di procedere, un metodo applicato alla vita di tutti i giorni. l’Essere si tramanda, Accade. l’Essere mostra tutta la sua caducità, la sua mortalità operando uno sfondamento. La conoscenza si trasmette attraverso l’esperienza umana, si invia, come sulla tastiera di un computer e allora appare con tutta la sua forza la nuova era , l’Era Digitale. Anche qui, secondo me, valgono le stesse regole : la fragilità sarà esporsi nella “rete” che di digitale ha solo la struttura mentre resta, come tutte le nostre espressioni, a misura d’uomo, un uomo forte delle sue debolezze, del suo sentirsi fragile.
    Salvatore d’imperio

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